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Fabrizio Plessi
Plessi

13 September 2019 - 13 November 2019
VIA M. GIURIATI, 9 - 20129 MILANO

La galleria Menhir Arte Contemporanea è lieta di inaugurare la seconda parte dell'anno con una personale dedicata all'artista italiano Fabrizio Plessi (Reggio Emilia, 1940).

La mostra rende omaggio all'artista esponendo dodici opere su carta datate 1990: progetti per una serie di installazioni realizzate in quegli anni, le Armadi. Un ciclo del tutto emblematico del lavoro e della poetica di Fabrizio Plessi, che evidenzia e veicola alcuni dei temi chiave della sua visione artistica.

Le Armadi progettate da Plessi sono composte da una struttura di lastre metalliche con quattro schermi televisivi sopra e quattro nicchie sotto, che rappresentano le due parti che rimangono sostanzialmente identiche in ogni opera: la simulazione video e i materiali su cui avviene la simulazione stessa.

Attraverso i suoi progetti Armadi, Plessi svela le materie prime della sua tecnica: vetro, mattoni e pietra; tuttavia, le porta sullo stesso piano dell'immagine video, creando così una dimensione artistica totalmente nuova. Nel 1990, Plessi stesso scriveva: "Cosa è più tagliente e tagliente, l'immagine elettronica nell'armadio o il vetro davanti, troppo tagliente e tagliente? E poi, a chi interesserà catalogare le fredde forme quadrate sugli scaffali sottostanti? Quanto è ancora difficile separare la tattilità fisica dalla materialità evocativa del suo potenziale!"

Così, sono simili a certe moderne Wunderkammern, colossali magazzini ed enormi opere d'arte scenografica allo stesso tempo, in cui la ruvida consistenza dei materiali contrasta l'astratta leggerezza delle immagini video.

Nonostante il ruolo centrale giocato dal video in tutta la sua opera fin dall'inizio, suonerebbe semplicistico classificare Plessi come un video artista. Egli intende il video non come una tecnica, ma piuttosto come una materia prima - questo sembra essere particolarmente chiaro in Armadi. Per Fabrizio Plessi il video assume una funzione rappresentativa che va ben oltre quella presentativa, più tradizionale: non si ferma alla semplice riproduzione di immagini, ma crea una sorta di nostalgia del reale formulando un linguaggio completamente nuovo.

La sperimentazione portata avanti da Plessi in questo campo si rivela ancora più interessante se analizzata in relazione al contesto storico-artistico in cui nasce.
All'inizio degli anni Settanta, movimenti come l'arte concettuale e la body art portarono ad un aumento dell'uso del video come mezzo espressivo e come supporto ad una visione artistica ben precisa; tuttavia non furono molti gli artisti che, soprattutto in Italia, vi si avvicinarono. Inoltre, nonostante un ritorno alla pittura negli anni Ottanta, è in quegli anni - precisamente nel 1985 - che Fabrizio Plessi si consacra come artista con la prima grande mostra di video sculture alla Rotonda della Besana di Milano.

Le opere esposte in occasione della mostra alla Menhir Gallery di Via Giuriati, 9 Milano dal 13 settembre fino al 13 novembre 2019 risalgono a un paio di anni dopo la suddetta mostra e sono di particolare rilevanza per comprendere la visione e il lavoro di Fabrizio Plessi, artista di fama internazionale.

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Menhir Arte Contemporanea Gallery is pleased to inaugurate the second part of the year with a solo show dedicated to Italian artist Fabrizio Plessi (Reggio Emilia, 1940).

The exhibition pays tribute to the artist displaying twelve artworks on paper dated 1990: projects for a series of installations realized in those years, the Armadi. A cycle that is quite emblematic of Fabrizio Plessi’s s work and poetics, highlighting and conveying some of the key topics of his artistic vision.

The Armadi designed by Plessi are composed of a structure of metal sheets with four TV screens on top and four niches underneath, representing the two parts that remain basically identical in each work: the video simulation and the materials on which the simulation itself takes place.

Through its Armadi projects, Plessi discloses the raw materials of his technique: glass, bricks and stone; however, he brings them on the same level as the video image, thus creating a totally new artistic dimension. In 1990, Plessi himself wrote: “Which is sharper and more cutting, the electronic image in the cupboard or the glass in front, it too sharp and cutting? And besides in whose interest will it be to catalogue the cold square shapes on the shelves underneath? How hard it still is to separate physical tactility from the evocative materiality of its potential!”

Thus, they are similar to some modern Wunderkammern, colossal storage units, and huge scenographic artworks at the same time, in which the rough consistency of the materials contrasts the abstract lightness of the video images.

Despite the central role played by the video throughout its oeuvre from the very beginning, it would sound simplistic to classify Plessi as a video artist. He understands the video not as a technique, but rather as a raw material – this appears to be particularly clear in the Armadi. For Fabrizio Plessi the video takes on a representative function that goes well beyond the presentative, more traditional one: it does not stop at the simple reproduction of images, but it creates some kind of nostalgia for the real by formulating a completely new language.

The experimentation carried out by Plessi in this field turns out to be even more interesting if analyzed in relation to the historical-artistic context in which it began.
At the beginning of the 1970s, movements such as conceptual art and body art resulted in an increase in the use of the video as an expressive medium and as a support for a very precise artistic vision; however, there were not many artists who, especially in Italy, approached it. Moreover, despite a return to painting in the 1980s, it was in those years – precisely in 1985 – that Fabrizio Plessi consecrated himself as an artist with the first major exhibition of video sculptures at the Rotonda della Besana in Milan.

The artworks on view on the occasion of the exhibition at Menhir Gallery in Via Giuriati, 9 Milan from the 13th of September until the 13th of November, 2019 date back to a couple of years later the abovementioned show and they are of particular relevance to understanding the vision and the work of Fabrizio Plessi, internationally renowned artist.

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Fabrizio Plessi