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Slowing time. Riccardo Guarneri e il suo legame con Giorgio Morandi e Fausto Melotti

February 23rd - April 10th

Slowing time. Riccardo Guarneri e il suo legame con Giorgio Morandi e Fausto Melotti

23 febbraio - 10 aprile 2018

 

Press Release
 

"Slowing time. Riccardo Guarneri e il suo legame con Giorgio Morandi e Fausto Melotti"

Rosenfeld Porcini (Londra)

 

23 febbraio - 10 aprile 2018

Opening: giovedì 22 febbraio 2018, ore 18.30

 

Per ulteriori informazioni: https://rosenfeldporcini.com

Dopo aver partecipato alla cinquantasettesima Biennale di Venezia, Viva Arte Viva, curata da Christine Macel, l’ottantaquattrenne artista forentino Riccardo Guarneri vede inaugurarsi la sua prima mostra personale a Londra alla galleria rosenfeld porcini.

La selezione di opere esposte compone un’antologia del lavoro di Guarneri dagli anni Sessanta ad oggi. In parallelo, la mostra presenta Natura Morta di Giorgio Morandi e Ironia di Fausto Melotti: il confronto fra le opere dei tre artisti dimostra che, nonostante Morandi fosse un pittore fgurativo e Melotti uno scultore, le loro sensibilità poetiche presentano similitudini all’astrazione di Guarneri. Il lavoro dei tre artisti si caratterizza infatti per un’assenza di enfasi, richiedendo uno sguardo prolungato da parte di chi ne vuole contemplare l’essenza.

L’artista si è imposto sia come una fgura artistica indipendente, sia come precursore delle tendenze pittoriche astratte degli anni 70’. Dall’inizio della sua carriera negli anni 60’, ha sperimento senza sosta l’armonia tra segno, colore e luce, inventando un’originale linguaggio lirico, infatti oltre ad essere un pittore, Guarneri è altresì musicista. L’intero repertorio dell’artista, che comprende strutture geometriche ma anche segni colorati più caldi ed organici, può essere inteso come un’ode all’ascolto, l’ultimo passo per permettere alla melodia intrinseca ai dipinti di penetrarci profondamente. La selezione di opere esposte sottolinea l’integrità artistica di un pittore dedicato a ricercare variazioni estetiche intorno ad un tema centrale. Guarneri ha centrato la sua ricerca intorno all’estetica del segno e della luce, liberandosi da preoccupazioni fgurative o narrative senza però cedere al dogma concettuale caro al minimalismo.  

Quadrati e linee perdono plasticità a favore di vibrazioni cromatiche: la contemplazione prolungata dei dipinti rivela infatti un’asimmetria nelle fgure geometriche. Calligrafe a matita, prive di signifcato semantico, ma visualmente sostanziali, accentuano il gioco di sfumature e di trasparenze luminose. 

Alcuni critici hanno sottolineato un’assonanza tra l’opera di Guarneri e le semplifcazioni cromatiche dei 

pittori Color Field, bensì il paragone con Agnes Martin sembra più adatto al approccio Zen e lirico del maestro. Analogamente all’estetica della pittrice americana, le linee di Guarneri trasmettono l’illusione di essere defnitive, i colori pastello esprimono dolcezza e, dissolvendosi l’uno nel altro, rinforzano il sentimento di confni irresoluti. Le sfumature raffnate e le tonalità impalpabili dei suoi dipinti rendono la riproduzione fotografa problematica sia oggi che sessant’anni fa, in disarmonia con la subordinazione all’iconografa digitale e con l’istantaneità che distingue l’arte contemporanea. 

Entrare nello studio di Riccardo Guarneri è come risalire nel tempo. Pastelli a cera, acquarelli, gomme, matite e righelli ci trasportano nell’universo puro e romantico che accompagna le prime esplorazioni artistiche di un bambino, tramite l’uso di materiali semplici.  

L’omogeneità della carriera artistica di Guarneri è un omaggio alla longevità della pittura e alla sua capacita ad essere continuamente reinventata. 

 

Riccardo Guarneri, nato nel 1933 a Firenze, dove vive e lavora. Inizia a dipingere nel 1953, alternando la pittura all’attività musicale. Dal 1962 intraprende una ricerca fondata sul segno e sulla luce che diventano suoi principali oggetti di studio all’interno di un impianto geometrico minimale. Esordisce all’Aja nel 1960 con la prima mostra personale. Sei anni dopo partecipa alla Biennale di Venezia (con Agostino Bonalumi e Paolo Scheggi) e alla mostra "Weiss auf Weiss" alla Kunstalle di Berna. Nel 1967 è invitato alla Biennale di Parigi nella sezione “Nuove Proposte”. Nel 1972 tiene la prima antologica al Westfalischer Kunstverein di Münster. Partecipa alle Quadriennali di Roma del 1973 e del 1986. Nel 1981 al Palazzo delle Esposizioni di Roma espone a Linee della ricerca artistica in Italia 1960-1980, mostra che nel 1997 viene riproposta alla Kunsthalle di Colonia Abstrakte Kunst Italiens ’60/’90. Nel 2007 partecipa a Pittura Analitica, anni ’70 al Palazzo della Permanente di Milano. Nel 2008 è tra gli artisti della mostra Pittura Aniconica presso la Casa del Mantegna di Mantova. Tre anni dopo prende parte a Percorsi riscoperti dell’arte italiana – VAF-Stiftung 1947- 2010 al Mart di Trento e Rovereto. Nel 2015 è tra gli artisti di Un’idea di pittura. Astrazione analitica in Italia, 1972-1976 presso la Galleria d’Arte Moderna di Udine. Allo stesso anno data la personale alla galleria Rosai-Ugolini di New York. Risale al 2000 il mosaico di 24 mq per la Metropolitana di Roma nella stazione Lucio Sestio. Ha insegnato pittura nelle Accademie di Belle Arti di Carrara, Bari, Venezia e Firenze. Nel 2017 parteciapa alla cinquasettesima Biennale di Venezia, Viva Arte Viva.